Meta Ads per aziende fotovoltaiche
Su Facebook e Instagram nessuno sta cercando un impianto. Ma il fotovoltaico si vede: mostriamo installazioni reali per far nascere interesse prima della ricerca.
Per aziende strutturate che installano fotovoltaico residenziale, con o senza batterie, e possono documentare lavori reali nella propria area.
Qui nessuno ha appena scritto «installatore fotovoltaico»
Su Google l'annuncio risponde a una ricerca. Su Facebook e Instagram entra in un flusso di contenuti che la persona stava già guardando: foto di amici, video, notizie. In quel momento nessuno ha chiesto un preventivo per i pannelli.
Per questo l'inserzione deve prima ottenere attenzione e poi far capire in pochi secondi cosa mostri, che tipo di impianti realizzi, in quale zona lavori e perché potrebbe valere la pena approfondire. Meta non crea dal nulla il bisogno di un impianto: può far emergere un interesse prima che diventi una ricerca esplicita, per esempio in chi ci pensava da tempo senza aver mai fatto il primo passo.
Un'avvertenza utile fin dall'inizio: chi guarda un video fino alla fine, salva un contenuto o mette un like non sta chiedendo un preventivo. Sono segnali di attenzione, non di intenzione d'acquisto, e vanno letti come tali.
Non c'è una ricerca
Nessuna domanda formulata da intercettare. Il contenuto deve dare un motivo per fermarsi a chi, in quel momento, non stava pensando ai pannelli.
L'impianto si vede
Un tetto con i pannelli, una batteria installata, una squadra al lavoro: il fotovoltaico ha molto di concreto da far vedere, ed è il vantaggio principale su questo canale.
Ciò che mostri conta
Un contenuto sull'accumulo parla a esigenze diverse da un generico tetto con pannelli. La creatività contribuisce a decidere chi si ferma, insieme ai segnali della piattaforma.
Il percorso è più lungo
Fra il primo video visto e la richiesta possono passare settimane. Chi vede un impianto oggi può tornare quando decide di informarsi davvero.
Come lavoriamo su Facebook e Instagram in generale è spiegato nella pagina Meta Ads. Qui trovi quello che cambia per un'azienda fotovoltaica.
Nel fotovoltaico il lavoro si può mostrare
La scorciatoia più comune è usare foto di pannelli al tramonto prese da una banca immagini. Sono belle e non dicono niente di te: le stesse immagini le usano molti concorrenti. Un impianto vero, su una casa vera della tua zona, racconta invece cosa sai fare.
Sono angoli diversi, da provare sul pubblico reale. Nessuno è migliore in assoluto.
Impianto terminato
Il tetto finito, la disposizione dei pannelli, la casa nel suo contesto e l'accumulo quando c'è. È la prova più diretta del tipo di lavoro che fai.
Prima e dopo
Lo stesso tetto prima e dopo l'installazione, dallo stesso punto. Funziona quando il confronto è leggibile e il materiale è reale; non va usato per suggerire risparmi.
Il progetto
L'esigenza di partenza, il tipo di casa, la soluzione scelta, con o senza accumulo. Un racconto semplice, senza cifre su risparmi o ritorni che non si possono sostenere.
Il lavoro
La squadra sul tetto, il montaggio delle strutture, un dettaglio dei collegamenti o dell'inverter, l'ordine del cantiere. Mostra la parte che a impianto finito non si vede più.
L'accumulo
La batteria installata, dove è stata messa, come si integra con l'impianto. Utile anche per distinguere un impianto nuovo con accumulo dall'aggiunta su un impianto esistente, se la offri.
Le persone
Il titolare, un tecnico durante un sopralluogo, una risposta breve a un dubbio che i clienti fanno spesso. Fa vedere chi entrerà in casa e come ragiona.
Qualunque angolo si scelga, il contenuto deve essere reale, comprensibile e collegato al tipo di impianto che vuoi vendere. Se punti a impianti con accumulo, una vetrina fatta solo di piccoli impianti porterà soprattutto richieste di piccoli impianti.
Se il lavoro non si vede, Meta perde gran parte del suo vantaggio
Molte aziende fotovoltaiche hanno alle spalle tanti impianti installati e poco materiale utilizzabile: qualche foto dal basso, nessun video verticale, niente del tetto prima dei lavori, nessuna continuità da un'installazione all'altra.
Non serve diventare una casa di produzione. Uno smartphone basta per buona parte del materiale, purché la raccolta diventi un'abitudine. Il materiale reale permette di mostrare cosa fa davvero l'azienda e di avere abbastanza angoli diversi da mettere alla prova.
Noi possiamo indicare cosa serve e come organizzarlo; la disponibilità dei contenuti nasce dal lavoro della squadra, impianto dopo impianto.
Prima
Il tetto e l'area tecnica prima dell'installazione, da punti che si potranno ripetere a lavoro finito. Se nessuno li fotografa il primo giorno, quel prima e dopo non esisterà mai.
Durante
Strutture, posa dei moduli, passaggio dei cavi, installazione di inverter e batteria. Pochi minuti in momenti diversi, meglio se in verticale.
Dopo
L'impianto finito con una buona luce, ripreso da terra e, quando si può fare in sicurezza, da un punto più alto. Più qualche dettaglio ravvicinato dei componenti.
Autorizzazione
Va chiarita con il cliente prima di pubblicare: cosa si riprende, dove potrà essere usato, evitando indirizzi, persone e dettagli identificabili quando non servono. Come formalizzarla si decide con chi vi segue sugli aspetti legali.
Stock e render
Immagini di repertorio e render possono servire come supporto, per esempio per spiegare un concetto. Non devono diventare l'unica prova visiva del lavoro, e non vanno mai presentati come impianti installati da voi. Se oggi il materiale è poco, si parte da quello che c'è e si organizza la raccolta dalla prossima installazione.
Gli angoli da testare
Un errore comune: preparare tre inserzioni con tre foto diverse dello stesso tetto. Sono varianti dello stesso messaggio, e se non funzionano non si impara quasi niente. Un angolo è un motivo diverso per fermarsi.
L'angolo non va confuso con il pubblico: è quello che mostri e racconti, non a chi lo mostri. Conviene partire da alcuni angoli davvero distanti fra loro e vedere quali reggono.
| Angolo | Cosa mostra | Cosa fa capire |
|---|---|---|
| Progetto reale | un impianto installato, con il tipo di casa e la soluzione scelta | che lavori fai e per chi |
| Trasformazione del tetto | lo stesso tetto prima e dopo l'installazione | il risultato visivo dell'intervento |
| Fotovoltaico con accumulo | impianto e batteria come un unico progetto | che sai progettare un sistema completo |
| Accumulo su impianto esistente | la batteria aggiunta a pannelli già installati | che chi ha già un impianto può rivolgersi a te |
| Come avviene l'installazione | le fasi in sequenza, dalle strutture alla messa in funzione | quanto è organizzato il lavoro |
| Cosa si valuta prima | tetto, esposizione, consumi, spazio per l'accumulo | che un impianto si dimensiona, non si vende a scatola chiusa |
| Dubbi frequenti | una domanda reale dei clienti e una risposta breve | competenza, senza promesse |
| Dietro le quinte | magazzino, preparazione, controlli prima di uscire | la struttura che c'è dietro l'installazione |
| La squadra | chi sale sul tetto, chi fa il sopralluogo | chi entrerà in casa e come ragiona |
| Un lavoro in zona | un impianto in un comune riconoscibile, con il consenso del cliente | che lavori davvero vicino a chi guarda |
Come li leggiamo. Quello che fa fermare le persone e quello che porta richieste utili non sempre coincidono. Un video sull'installazione può essere guardato molto e portare poche richieste, un progetto con accumulo può fare il contrario. Nessun angolo è vincente in partenza: si confrontano attenzione, richieste e soprattutto cosa succede dopo.
Quando una creatività si esaurisce
Non esiste un numero fisso di giorni. Un contenuto si sostituisce quando distribuzione, frequenza, risposta, costo e qualità delle richieste mostrano che sta perdendo efficacia, oppure quando cambia la strategia. Non perché lo dice un calendario.
Impianto nuovo, accumulo, impianto esistente: tre offerte diverse
Chi non ha ancora i pannelli, chi vuole impianto e batteria insieme e chi ha già un impianto e vuole aggiungere l'accumulo hanno esigenze diverse. Su Meta questa distinzione cambia la creatività, il messaggio, il pubblico, la destinazione e le domande da fare a chi lascia il contatto.
Nuovo impianto fotovoltaico, il punto di partenza più frequente.
Nuovo impianto con accumulo, un progetto più completo da raccontare come sistema.
Accumulo per impianto esistente, se lo offrite davvero: chi lo cerca ha già i pannelli e ha bisogno di un messaggio diverso.
Ampliamento di un impianto, quando lo proponete e la verifica tecnica lo consente.
Questo non vuol dire una campagna per ogni linea. Con un budget da azienda locale o regionale dividere troppo rende i dati lenti da leggere. Si separa quando serve controllo indipendente su una di queste cose.
Il budget, quando una linea deve avere una spesa sua, decisa da te.
L'area, quando una linea la seguite in una zona diversa dalle altre.
Obiettivo e percorso, quando una linea porta a una destinazione o a domande diverse.
Creatività e priorità, quando una linea ha bisogno di contenuti propri o in un periodo è commercialmente più importante.
Altrimenti più inserzioni e più angoli possono convivere nella stessa campagna, con i risultati letti separatamente.
Cosa si può dire in un'inserzione sul fotovoltaico
Poche regole pratiche, che servono sia a rispettare le norme pubblicitarie di Meta sia a non attirare richieste costruite su aspettative sbagliate.
- 01Niente promesse economiche che non si possono sostenere
«Bolletta zero», risparmi garantiti, rendimenti certi, «recuperi l'investimento in pochi anni». La convenienza di un impianto dipende da consumi, tetto, esposizione, costi e abitudini: se in una campagna si usano numeri, devono essere documentabili e contestualizzati.
- 02Descrivere l'offerta, non presumere la situazione della persona
Meglio «Fotovoltaico per abitazioni con consumi elevati» che «La tua bolletta è troppo alta?». Le regole di Meta sugli attributi personali limitano i testi che presumono caratteristiche di chi legge, e una formulazione descrittiva evita il problema.
- 03Incentivi solo se attuali e verificati
Detrazioni e contributi cambiano nel tempo. Se una campagna li cita, devono essere in vigore, descritti correttamente e aggiornati quando cambiano. Per questo questa pagina volutamente non ne parla.
La categoria della campagna
L'installazione di un impianto fotovoltaico non è vendita o locazione di immobili, quindi la campagna non va inquadrata in automatico nella categoria speciale Housing. Non va nemmeno esclusa a priori: se e come una specifica campagna rientri in una categoria speciale dipende dal contenuto delle inserzioni e dalle regole in vigore, e lo verifichiamo in Ads Manager prima di impostare il pubblico. Lo stesso vale se l'offerta comprende finanziamenti o altri servizi soggetti a regole proprie.
Il pubblico non è una lista di interessi
La domanda che ci fanno più spesso: si può raggiungere chi sta per mettere i pannelli? Meta non consegna un elenco di persone pronte a installare un impianto. Distribuisce le inserzioni usando molti segnali, e l'impostazione della campagna può lasciare alla piattaforma più o meno spazio per trovare persone compatibili con l'obiettivo.
Per questo non partiamo da combinazioni di interessi come «fotovoltaico», «energia rinnovabile», «casa» e «sostenibilità» sommati fino a sembrare il pubblico perfetto. Il lavoro è combinare bene alcuni elementi.
- 01La zona
È il filtro più concreto, perché delimita dove l'azienda può davvero installare. Ne parliamo nella sezione dopo.
- 02L'obiettivo e i dati
Quale evento si chiede di ottimizzare, e quanto è misurato bene, orienta chi la piattaforma tende a raggiungere: una richiesta inviata è un segnale molto diverso da una visualizzazione. Con Advantage+ Audience, quando viene utilizzata, le indicazioni sul pubblico funzionano come suggerimenti, mentre località e alcuni limiti restano vincoli. C'è un approfondimento su come funziona Advantage+.
- 03La creatività
Ciò che mostri contribuisce a determinare chi si ferma, insieme ai segnali della piattaforma. Per questo questa pagina parla prima di cosa mostrare e poi di pubblico.
- 04Chi vi conosce già
Chi ha visitato il sito, guardato un video o interagito con il profilo e, quando l'uso è consentito, gli elenchi di clienti. I pubblici di remarketing servono a restare presenti mentre la persona si informa. Cosa si può usare dipende da impostazioni disponibili, categoria della campagna e normativa sui dati, e va verificato prima.
Ciò che mostri contribuisce a determinare chi si ferma
Un contenuto sull'accumulo parla a un'esigenza diversa da un tetto con pannelli. Un progetto completo racconta un'offerta diversa da un singolo componente. Un video del sopralluogo mostra un processo, una foto di prodotto no. Un impianto in un comune riconoscibile fa capire subito dove lavori. Non c'è una garanzia su chi vedrà cosa: c'è una probabilità che si sposta con il contenuto.
Quello che non facciamo è restringere il pubblico solo per sembrare più precisi. In un bacino locale stringere troppo può ridurre lo spazio di distribuzione e aumentare la frequenza, senza garantire richieste migliori. Su come si imposta il pubblico c'è anche un articolo dedicato.
Fin dove far vedere le campagne
Su Google è spesso la persona a scrivere la città nella ricerca. Su Meta nessuno scrive «installatore fotovoltaico» seguito dal proprio comune: la geografia va impostata nella campagna e, quando serve, detta chiaramente anche nell'inserzione.
L'area incide su sopralluoghi, trasferte, squadre, capacità installativa, assistenza negli anni e quindi sull'economia di ogni impianto. Non esiste un raggio ideale: l'area si costruisce su dove l'azienda riesce davvero a vendere, installare e assistere.
Meta può generare interesse anche fuori dalla zona che conviene servire. Un contenuto ben fatto può essere visto e condiviso lontano dalla sede: per questo l'area va decisa sull'economia reale del servizio, non solo su dove la campagna trova più persone.
Una zona principale
Si parte dai comuni o dalle province che servite davvero, e si guarda da dove arrivano le richieste che diventano sopralluoghi. Nominare la zona nell'inserzione aiuta chi guarda a capire subito se lo riguarda.
Più zone o più squadre
Le zone si leggono separatamente quanto basta per capire cosa succede in ciascuna. Campagne distinte servono quando una zona ha bisogno di un budget, di impostazioni o di messaggi propri.
Fermare lo scroll non basta
Una volta ottenuta l'attenzione, serve un percorso. Ci sono più strade e nessuna vale per tutti: cambia quante cose la persona capisce prima di lasciare i suoi dati, e quanti passaggi deve fare.
| Strada | Come funziona | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Una pagina sul tuo sito | dall'inserzione a una pagina con impianti realizzati, linee di offerta, zona servita e come funziona la verifica | più contesto e più spazio per qualificare prima della richiesta; aggiunge un passaggio e serve una pagina fatta bene |
| Il modulo istantaneo di Meta | la persona compila senza uscire da Facebook o Instagram, con alcuni dati già inseriti | meno frizione e compilazione più rapida; meno frizione non vuol dire richieste migliori, la qualità va letta sugli esiti |
| Un messaggio | la persona scrive in chat e fa le sue domande | ha senso se qualcuno risponde davvero e porta avanti la conversazione fino alla verifica |
La scelta dipende dal percorso commerciale, non da quale strada porta più contatti. Si parte da quella più coerente con come l'azienda gestisce le richieste, e si può cambiare strada dopo i primi risultati.
Qualificare senza distruggere il volume
Nel fotovoltaico servono alcune informazioni prima di capire se un progetto è interessante. Il modulo, istantaneo o sul sito, può raccoglierne una parte, quando servono davvero.
La località, per sapere subito se la richiesta è nella zona servita.
Il tipo di immobile, per esempio casa indipendente o condominio.
Impianto nuovo o esistente, per distinguere un nuovo progetto da un'aggiunta.
L'interesse per l'accumulo, quando lo offrite.
Un'indicazione sui consumi, anche approssimativa.
La disponibilità a una verifica, o a un sopralluogo.
Più domande possono filtrare alcune richieste ma ridurre il volume; meno domande aumentano le richieste e lasciano più lavoro alla telefonata successiva. Non esiste un numero di campi giusto per tutti: si prova sul processo reale dell'azienda, guardando quante richieste arrivano e quante avanzano.
Dall'inserzione alla commessa
Meta vede l'inizio digitale del percorso. Tutto quello che succede dopo la richiesta avviene nell'azienda, e va registrato lì.
Una richiesta non è un sopralluogo, un sopralluogo non è un preventivo, un preventivo non è una commessa. Fra un passaggio e l'altro si perde sempre qualcosa, ed è lì che si capisce cosa sta funzionando.
Contare le richieste è facile, ma non basta
Per giudicare una campagna servono almeno: contatti validi, area e progetto compatibili, persone raggiungibili, verifiche, sopralluoghi, preventivi ed esito commerciale.
Se una creatività porta molte richieste ma poche arrivano alla verifica, non è automaticamente la migliore. Se un'altra ne porta meno ma con più progetti compatibili, il confronto deve tenerne conto. Meta non ottimizza da sola sulla commessa reale: può farlo solo con i dati che riceve.
Noi lavoriamo su campagne, indicazioni sul materiale, percorso, moduli, tracciamento e lettura dei dati. Rispondere, qualificare, fare verifiche e preventivi resta compito dell'azienda: registrare gli esiti serve a capire se un problema sta nella campagna o nella gestione commerciale.
Meta vede il percorso digitale. Il resto deve arrivare dall'azienda
Inserzione, clic, richiesta: sono passaggi che Meta può misurare. Verifiche, sopralluoghi, preventivi e commesse succedono fuori dalla piattaforma. Se nessuno li registra, la campagna si giudica solo sul costo per richiesta, che nel fotovoltaico dice poco.
Due cose da mettere in piedi prima di spendere
La misurazione sul sito e su Meta
Il pixel e gli eventi che contano davvero. Una richiesta inviata è un segnale utile; uno scroll o una visita possono essere misurati, ma non dovrebbero diventare l'obiettivo principale della campagna. La Conversions API può affiancare il pixel inviando gli eventi dal server. Con i moduli istantanei le richieste nascono dentro Meta e vanno scaricate o collegate al vostro sistema. Consenso e trattamento dei dati vanno gestiti correttamente, con il vostro consulente.
Il registro degli esiti commerciali
Quali richieste sono diventate contatti validi, verifiche, sopralluoghi, preventivi e commesse. Un CRM, un gestionale o anche un foglio condiviso con poche colonne, deciso prima di partire e aggiornato con costanza.
Quando gli esiti tornano alla piattaforma
Quando configurazione, dati disponibili e piattaforma lo consentono, alcuni esiti registrati dall'azienda possono essere restituiti a Meta, per esempio tramite Conversions API, e usati per leggere le campagne e, in alcuni casi, nell'ottimizzazione. Servono però un'integrazione corretta e un volume di esiti sufficiente.
Non basta collegare un CRM. Gli esiti vanno registrati con regolarità e l'invio va configurato bene. Meta non conosce da sola il valore di un impianto venduto e l'attribuzione non sarà mai perfetta: se queste condizioni non ci sono, lo diciamo prima e leggiamo i risultati confrontando i dati della piattaforma con il registro.
Come lavoriamo
Partiamo dall'offerta
Cosa installate davvero: impianti nuovi, accumulo, integrazioni su impianti esistenti. Poi area servita e capacità operativa. Da qui si decide cosa promuovere, non dall'elenco completo dei servizi.
Guardiamo il materiale
Cosa esiste e cosa si può mostrare: foto e video degli impianti, tetti prima e dopo, squadra, dettagli, persone. E come organizzare la raccolta dalle prossime installazioni.
Costruiamo gli angoli
Pochi angoli davvero diversi fra loro, non tre varianti della stessa foto. Senza promesse economiche e con il materiale reale al centro.
Definiamo il percorso
Pagina, modulo istantaneo o chat, le domande da fare e chi risponde. In base a come l'azienda gestisce i contatti, non a una regola generale.
Leggiamo gli esiti
Campagne, richieste, verifiche, sopralluoghi, preventivi e commesse si guardano insieme. Creatività, area e percorso si cambiano su quello che succede dopo la richiesta, non solo sul costo per richiesta.
Per chi è, e per chi no
Aziende che vendono e installano impianti fotovoltaici residenziali, con o senza accumulo, in un'area definita. Che dispongono di materiale reale dei propri lavori o possono organizzarsi per raccoglierlo, hanno la struttura per gestire nuove richieste e installazioni, possono sostenere un investimento pubblicitario continuativo, considerano budget pubblicitario e compenso di gestione come due voci separate e registrano cosa succede alle richieste.
Chi monta pannelli solo occasionalmente o lavora in subappalto, chi vende online kit e componenti, grossisti e produttori, chi vuole provare per poche settimane o con un budget minimo, chi chiede un numero garantito di richieste. E se mancano materiale e modo di produrlo, capacità operativa o gestione dei contatti, o se il valore degli impianti non regge il costo di acquisizione, te lo diciamo: Meta potrebbe non essere il canale giusto, almeno per ora.
Meta Ads o Google Ads?
Rispondono a momenti diversi. Google intercetta una domanda che la persona sta già esprimendo con una ricerca. Meta può far emergere l'interesse prima, attraverso impianti reali, contenuti e creatività, quando la persona non sta ancora cercando un installatore.
Quale abbia più senso dipende da domanda locale, materiale disponibile, budget, linee di offerta, area servita e organizzazione commerciale. Con un budget definito può essere sensato partire da uno solo, raccogliere dati leggibili e valutare l'altro più avanti.
Domande frequenti
Meta Ads funziona per un'azienda che installa fotovoltaico?
Può funzionare, a certe condizioni. Su Facebook e Instagram nessuno sta cercando un installatore: l'inserzione deve far fermare la persona e far nascere un interesse prima della ricerca. Il fotovoltaico ha un vantaggio, perché il lavoro si vede: impianti finiti, tetti, accumulo, squadra all'opera. Servono però materiale reale, un'area servita chiara, un percorso adatto dopo l'annuncio e un'azienda in grado di qualificare le richieste. Senza questi elementi le richieste possono arrivare, ma è difficile che diventino sopralluoghi e preventivi.
Che contenuti servono per fare pubblicità su Facebook e Instagram?
Soprattutto materiale reale dei vostri lavori: impianti finiti, tetti prima e dopo l'installazione, fasi del montaggio, batterie installate, la squadra e qualche breve spiegazione di un tecnico o del titolare. Non serve avere tutto subito: si parte da quello che c'è e si organizza la raccolta dalle prossime installazioni. Immagini di repertorio e render possono servire come supporto, ma non mostrano il vostro lavoro e non vanno presentati come impianti realizzati da voi.
Servono per forza video professionali?
No, non necessariamente. Molti contenuti su questi canali sono girati con lo smartphone, e possono funzionare se sono leggibili, ben inquadrati, in verticale quando serve e mostrano qualcosa di concreto. Un video professionale può avere senso per alcuni contenuti, ma non sostituisce la continuità: conta di più avere materiale regolare da più installazioni che un solo video curato. Quale formato renda meglio nel vostro caso si capisce provando.
Meglio landing page o modulo Facebook/Instagram?
Nessuna delle due strade è migliore in assoluto. Una pagina sul sito dà più contesto: impianti realizzati, linee di offerta, zona servita, come funziona la verifica. Aggiunge però un passaggio. Il modulo istantaneo riduce la frizione e di solito rende la compilazione più rapida, ma meno frizione non significa richieste migliori: la qualità va letta su quante arrivano alla verifica e al preventivo. Si sceglie in base a come gestite i contatti, e si può cambiare dopo i primi risultati.
Come scegliete il pubblico?
Non partiamo da una lista di interessi. Il pubblico nasce dalla combinazione di area servita, obiettivo della campagna, qualità degli eventi misurati, creatività e segnali della piattaforma, a cui si aggiungono, quando disponibili e consentiti, i pubblici di chi vi conosce già. Ciò che mostrate contribuisce a determinare chi si ferma. Poi si impara dai risultati: si guarda quali contenuti e quali zone portano richieste che avanzano, e si corregge su quelli.
Posso mostrare le campagne solo nelle zone in cui installo?
Sì. L'area si imposta per città, codici postali, regioni o raggio intorno a un indirizzo, ed è il filtro più concreto che c'è. Non esiste un raggio ideale: va costruita su dove l'azienda riesce a fare sopralluoghi, installare e assistere. Quando serve conviene nominare la zona anche nell'inserzione, perché su Meta la persona non scrive la città come in una ricerca. Restringere troppo però non rende automaticamente le richieste migliori: in un bacino piccolo può soprattutto aumentare la frequenza.
Come capite se le richieste sono realmente utili?
Guardando cosa succede dopo. Una richiesta utile è un contatto raggiungibile, in zona, con un immobile e un progetto compatibili con quello che installate. Qualche domanda nel modulo aiuta, ma la conferma arriva dalla prima telefonata e dalla verifica. Per questo chiediamo di registrare, per ogni richiesta, se era valida, se è arrivata a verifica, sopralluogo e preventivo e con quale esito. Così le creatività si confrontano anche su quello che succede dopo, non solo su quante richieste portano.
Quanto budget serve per partire?
Non c'è una cifra valida per tutti. Dipende dall'area servita e dall'ampiezza del pubblico, dalla concorrenza, da quante creatività volete mettere alla prova, dal percorso scelto, dal valore degli impianti che vendete e da quante richieste riuscite a gestire. La condizione è che il budget sia abbastanza continuativo da produrre dati leggibili sulle diverse creatività. Budget pubblicitario e nostro compenso restano separati e li valutiamo insieme prima di partire.