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Come creare una landing page che converte davvero

Una pagina può essere bella, veloce e ben scritta e non produrre nemmeno un contatto. Quasi sempre non manca il design: manca una decisione su cosa deve succedere quando qualcuno arriva.

9 min di letturaZigu Digital
Visitatori che convergono verso una pagina con un solo pulsante di azione

Capita spesso: si investe in pubblicità, arrivano le visite, e i contatti restano fermi. Si guarda la pagina e sembra tutto a posto: il servizio è spiegato, i testi sono corretti, le immagini sono buone.

Il problema di solito non è la qualità della pagina, ma la sua natura. Una pagina che parla di tutto non chiede niente in particolare, e chi arriva se ne va senza fare nulla. Una landing page nasce per il motivo opposto: portare una persona a compiere l'azione principale.

In questa guida vediamo cosa distingue una landing page da una pagina qualsiasi, quali elementi la fanno funzionare, quali errori la bloccano e come capire, senza strumenti complicati, se sta facendo il suo lavoro.

Cos'è una landing page

In senso letterale, una landing page è qualsiasi pagina su cui una persona entra nel sito. Nel marketing, però, con questo termine si indica di solito una pagina progettata apposta per una campagna o un obiettivo preciso.

Quello che la rende diversa è il modo in cui è costruita. Una landing page ha un obiettivo principale chiaramente riconoscibile e tutto il resto lo sostiene: il titolo, i testi, le immagini, il pulsante. Di solito evita di allargare troppo il discorso sull'azienda o sugli altri servizi, a meno che quelle informazioni aiutino davvero la persona a valutare l'offerta.

Deve rispondere in pochi secondi a tre domande: cosa mi stai offrendo, perché dovrebbe interessarmi, cosa devo fare adesso. Se una di queste risposte non è chiara, aumenta il rischio che la persona non capisca subito perché dovrebbe continuare.

Landing page e homepage: le differenze

Sono due strumenti diversi, ed è utile smettere di considerarli intercambiabili. La homepage è l'ingresso della tua attività: deve accogliere chiunque, spiegare chi sei e indirizzare le persone verso la sezione che cercano. Ha molti destinatari e molte uscite, ed è giusto così.

La landing page restringe il campo: parla a un pubblico più specifico, sviluppa una promessa precisa e rende evidente l'azione principale. Se la homepage è la vetrina del negozio, la landing page è il banco dove si conclude l'acquisto.

AspettoLanding pageHomepage
ObiettivoUna conversione primaria chiaramente riconoscibilePiù obiettivi: presentare, orientare, informare
DestinatarioPubblico o intento più circoscrittoPubblico più ampio e bisogni diversi
Menu di navigazioneSpesso ridotto per limitare le distrazioniPiù completo, per aiutare la navigazione
ContenutoOfferta o messaggio più focalizzatoPanoramica dell'attività e dei contenuti principali
Call to actionUna conversione primaria, richiamata nei punti utiliPiù azioni, legate a percorsi diversi
Uso tipicoCampagne, email, promozioni, eventiTraffico diretto, ricerche sul nome
Come si misuraPercentuale di persone che agisconoVisite, percorsi, pagine viste
DurataPuò essere temporanea o evergreenGeneralmente permanente

Questo non significa che una debba sostituire l'altra. Convivono: la homepage resta il punto di riferimento dell'attività, le landing page nascono e si spengono insieme alle iniziative che le hanno generate.

Perché una landing page converte più di una pagina generica

Una ragione ha poco a che vedere con la tecnica: troppe alternative possono rendere meno evidente il percorso principale, soprattutto quando chi arriva da una campagna ha già un interesse specifico. Davanti a una pagina con dieci possibilità, la scelta si fa più difficile e molte persone finiscono per non farne nessuna.

C'è poi una questione di coerenza. Se un annuncio promette «riparazioni caldaie in giornata» e porta alla homepage di un'azienda che si occupa di impianti, chi arriva deve cercare da solo quello che gli era stato promesso. Molti non lo fanno. Una landing page dedicata mostra esattamente quella promessa, nello stesso momento in cui è ancora fresca.

Nelle campagne a pagamento la qualità della pagina di destinazione incide direttamente sul risultato, insieme ad annuncio, targeting e offerta, come abbiamo spiegato in landing page per Google Ads: come trasformare i clic in clienti.

Gli elementi indispensabili di una landing page

Non esiste una sequenza obbligatoria. In molti casi conviene però far trovare presto promessa, azione principale e informazioni necessarie a valutare l'offerta: quello che segue è una struttura di partenza.

Anatomia di una landing page che converte

Una possibile struttura di partenza: i blocchi possono cambiare ordine in base all'offerta, ma ciascuno dovrebbe rispondere a una domanda utile prima della conversione.

  1. 1
    Titolo e promessaCosa offri e a chi, in una riga. È uno degli elementi che devono essere comprensibili più rapidamente.
  2. 2
    Sottotitolo che spiegaUna frase che chiarisce il vantaggio concreto, senza ripetere il titolo.
  3. 3
    Call to action facile da trovareL'azione principale deve essere facile da trovare; quando l'offerta si capisce già dalla prima schermata, può essere utile renderla disponibile subito.
  4. 4
    Benefici, non caratteristicheTre o quattro punti su cosa cambia per chi ti sceglie, non su come lavori.
  5. 5
    Prove di fiduciaRecensioni, numeri verificabili, loghi, anni di attività: qualcosa che confermi le tue parole.
  6. 6
    Risposte alle obiezioniI due o tre dubbi che frenano davvero: costi, tempi, cosa succede dopo.
  7. 7
    Richiamo dell'azione principaleNelle pagine lunghe conviene rendere nuovamente disponibile la conversione primaria nei punti in cui può servire.
Gli stessi elementi ricorrono sia nella lead generation sia nella vendita diretta, ma ordine e spazio cambiano in base all'offerta e a quanto deve sapere una persona prima di decidere.

Come scrivere un titolo efficace

Il titolo è una delle parti che incidono di più sulla decisione di continuare a leggere, ed è spesso quella scritta con meno cura. Se il titolo è poco chiaro, diventa più difficile convincere chi arriva a proseguire nella pagina.

Un buon titolo deve far capire rapidamente l'offerta o il beneficio principale. Quando serve, può anche chiarire a chi è rivolta. La chiarezza viene prima dell'originalità.

Una prova pratica: fai leggere solo il titolo a una persona estranea al tuo settore e chiedile cosa vendi e a chi. Se esita, il titolo va riscritto.

L'importanza della call to action

La call to action è l'azione che chiedi: un pulsante, un modulo, un numero di telefono. È il punto in cui la pagina smette di raccontare e chiede qualcosa.

La pagina dovrebbe rendere evidente una conversione primaria, e le eventuali azioni secondarie non dovrebbero competere con quella. Chiamare o compilare il modulo sono due strade verso la stessa richiesta di contatto; chiedere insieme una chiamata, il download di un catalogo e l'iscrizione alla newsletter significa invece mettere in concorrenza obiettivi diversi, e nessuno risalta.

Perché eliminare le distrazioni aumenta le conversioni

Gli elementi non necessari possono sottrarre attenzione alla conversione principale: il menu di navigazione, i link ai social, gli approfondimenti, il blog, le voci del footer.

Su una landing page collegata a una campagna, questo ha un costo diretto: stai pagando per portare una persona su quella pagina, e più link non necessari aggiungi, più aumentano le possibilità che abbandoni il percorso principale.

Togliere non significa impoverire. La domanda da farsi non è se ogni elemento porta direttamente al clic, ma se aiuta la persona a capire, fidarsi o decidere.

Errore comune

Mandare tutto il traffico pubblicitario sulla homepage. È un errore frequente nelle campagne con un'offerta specifica: la homepage deve spesso gestire più percorsi, mentre una landing dedicata può sviluppare direttamente l'offerta della campagna. Chi arriva da un annuncio con un bisogno preciso trova una panoramica generale e deve cercare da solo la sezione giusta. Il budget può finire su una pagina che distribuisce l'attenzione fra più percorsi invece di sviluppare direttamente l'offerta dell'annuncio.

Il ruolo della fiducia

Molte landing intercettano persone che conoscono poco il brand. Prima di lasciare un numero di telefono, compilare un modulo o inserire i dati di pagamento, devono avere abbastanza elementi per capire con chi hanno a che fare e se possono fidarsi. Tutto quello che scrivi di te è, dal loro punto di vista, un'affermazione da verificare.

Per questo gli elementi di fiducia non sono un ornamento: sono la parte della pagina che risponde alla domanda «posso fidarmi?». Funzionano quando sono verificabili e specifici.

Vale l'avvertenza opposta: numeri gonfiati e testimonianze inventate o poco credibili possono ottenere l'effetto opposto.

Cinque esempi concreti

Esempi illustrativi per capire come cambia una landing page al cambiare dell'obiettivo.

E-commerce

Vendere un prodotto specifico

Pagina dedicata a un solo prodotto in promozione: foto, caratteristiche essenziali, recensioni, spedizione e resi in chiaro, pulsante di acquisto ripetuto. Evita collegamenti che fanno perdere il filo dell'offerta; prodotti complementari o bundle possono restare se aiutano davvero la decisione.

Studio professionale

Raccogliere richieste di consulenza

Un solo servizio, spiegato con parole semplici. Chi se ne occupa, come si svolge il primo incontro, quanto dura. Modulo breve, con le informazioni necessarie per ricontattare la persona, e una frase che spiega entro quanto riceverà risposta.

Palestra

Far provare gratuitamente

Un'unica offerta (la prova gratuita), con data, orari e cosa portare. Foto reali della sala, recensioni degli iscritti, mappa. Il pulsante chiede solo di prenotare, non di abbonarsi.

Ristorante

Ottenere prenotazioni

Menu sintetico, foto della sala, orari, posizione. L'azione principale è la prenotazione; telefono e sistema di booking possono essere due modi per arrivarci. Storia del locale ed eventi possono restare fuori se non aiutano quella decisione.

Azienda B2B

Generare contatti qualificati

Il problema che risolvi, per quale tipo di azienda, con quali risultati. Un documento scaricabile o una demo come scambio. Modulo un po' più lungo: qui può avere senso chiedere qualche informazione in più se serve a qualificare realmente la richiesta.

Cosa hanno in comune

Una conversione primaria chiara

Cambia il settore, cambia il tono, cambia la lunghezza. Resta il principio: una conversione primaria per pagina. Se due offerte richiedono messaggi e percorsi molto diversi, spesso conviene separarle in landing dedicate.

Hai bisogno di una landing page?
Tre domande in sequenza. Rispondi in ordine e fermati alla prima che ti riguarda.
1Vuoi vendere un prodotto o un'offerta precisa?
Crea una landing page dedicata Una pagina centrata su quel prodotto e sull'offerta; può essere una landing dedicata oppure una scheda prodotto costruita per sostenere bene la campagna.
2Vuoi raccogliere contatti da una campagna o da una email?
Usa una landing con una conversione primaria Navigazione ridotta, modulo proporzionato alle informazioni davvero necessarie e la stessa promessa dell'annuncio.
3Hai molti servizi diversi, rivolti a pubblici diversi?
Mantieni anche una homepage completa La homepage orienta chi ancora non sa cosa cerca; le landing page servono le singole iniziative. Convivono.
Se hai risposto sì a più di una domanda e le offerte richiedono messaggi e percorsi diversi, spesso conviene separarle invece di concentrare tutto nella stessa pagina.

Gli errori più comuni

Molti di questi problemi non riguardano solo le landing page: sono le stesse ragioni per cui un sito intero può ricevere visite senza produrre richieste, come abbiamo analizzato in perché il tuo sito non genera contatti.

Come capire se una landing page funziona

Il punto di partenza è definire qual è la conversione primaria della pagina. Da lì il dato principale è il tasso di conversione; tempo sulla pagina e profondità di scroll possono aiutare a capire cosa succede, ma da soli non spiegano perché una pagina funziona o no.

Un criterio pratico: confronta la landing page con la pagina che usavi prima, sulla stessa campagna. Il confronto con te stesso dice molto più di qualsiasi valore medio di settore, che dipende da fattori (prezzo, notorietà, tipo di offerta) troppo diversi tra un'attività e l'altra.

Approfondimento: cosa cambiare e come leggerlo. Se vuoi capire l'effetto di una modifica specifica, cambia una variabile alla volta — spesso si parte dal titolo. Se invece stai testando un'ipotesi più ampia, può avere senso confrontare due versioni significativamente diverse. In entrambi i casi evita di decidere su campioni troppo piccoli: il volume necessario dipende dal traffico, dal tasso di conversione e dalla differenza che vuoi riuscire a misurare. Con poco traffico, differenze di poche conversioni possono dipendere dal caso e non bastano per trarre conclusioni.

Vale anche la pena ricordare da dove arriva il traffico, perché cambia le aspettative: una ricerca commerciale può esprimere un'intenzione già forte, mentre una campagna social può intercettare persone in fasi diverse, dalla scoperta al retargeting. È la differenza che spieghiamo in come funzionano le Meta Ads e, dal punto di vista della scelta del canale, in Google Ads o Meta Ads. Se invece stai valutando dove investire nel medio periodo, il confronto è in Google Ads o SEO: cosa conviene davvero.

La tua landing page è pronta?
  • La pagina ha una conversione primaria chiara e riconoscibile
  • Il titolo fa capire rapidamente cosa sto offrendo o quale beneficio prometto
  • L'azione principale è facile da trovare
  • Le azioni secondarie non competono con quella principale
  • Ho eliminato le distrazioni che non aiutano a capire, fidarsi o decidere
  • Ci sono elementi di fiducia pertinenti e verificabili
  • Il modulo chiede solo i dati che mi servono davvero
  • La pagina è comoda da usare dal telefono
  • La promessa della pagina è la stessa dell'annuncio
  • So dove leggere quante persone compiono l'azione

Come leggerla. La checklist serve a individuare problemi da verificare, non ad assegnare una bocciatura alla pagina: le priorità dipendono da offerta, traffico e comportamento reale degli utenti. I primi punti riguardano la struttura, quelli centrali interventi in genere più rapidi. Gli ultimi due vengono spesso trascurati: senza coerenza con l'annuncio aumenta il rischio di sprecare parte del traffico acquistato, e senza una misura non si può sapere se un cambiamento ha migliorato o peggiorato le cose.

Domande frequenti

Quanto deve essere lunga una landing page?

Non esiste una lunghezza ideale. Un'offerta semplice può richiedere poche schermate; un servizio costoso o poco conosciuto può aver bisogno di più spazio per spiegare condizioni, prove e obiezioni. Il punto è evitare sezioni che ripetono informazioni senza aiutare la decisione.

Posso usare la homepage al posto di una landing page?

Puoi, ma per campagne molto specifiche una pagina dedicata permette spesso di mantenere più coerenza fra annuncio, offerta e azione richiesta. La homepage deve gestire più tipi di visita: chi cerca informazioni, chi cerca contatti, chi vuole esplorare i servizi.

Quante call to action posso mettere?

Definisci una conversione primaria e riproponila dove serve, soprattutto nelle pagine lunghe. Puoi avere anche azioni secondarie, purché non competano visivamente e concettualmente con quella principale: chiamare e compilare il modulo portano alla stessa richiesta, chiedere insieme una chiamata e il download di un catalogo mette in concorrenza obiettivi diversi.

Serve togliere il menu di navigazione?

Nelle landing da advertising spesso conviene ridurre la navigazione, soprattutto se i link portano lontano dall'offerta. Non è però una regola assoluta: in alcuni casi informazioni societarie o sezioni di approfondimento aiutano la fiducia.

Come faccio a sapere se la mia landing page funziona?

Il dato principale è il tasso di conversione: quante persone compiono l'azione rispetto a quante arrivano. Se molti arrivano e quasi nessuno agisce, vale la pena guardare la pagina insieme alla qualità del traffico. Una permanenza molto breve può essere un segnale da approfondire, ma da sola non individua la causa.

Una landing page serve anche senza campagne a pagamento?

Sì, ogni volta che hai un'offerta precisa da comunicare: un corso, un evento, un servizio specifico. Il traffico può arrivare da una newsletter, dai social o dai motori di ricerca. La logica non cambia: una conversione primaria per pagina.

Meglio un modulo lungo o corto?

Chiedi il minimo necessario per lo step successivo. Un modulo breve tende a creare meno attrito; in servizi B2B o richieste complesse qualche campo in più può essere utile per qualificare il contatto. I dettagli restanti si raccolgono nella conversazione successiva.

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