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Email Marketing

Newsletter o automazioni? Differenze, vantaggi e quando usare una o l'altra

Molte aziende usano i due termini come sinonimi. In realtà cambia una cosa sola, ma decisiva: chi decide quando l'email viene inviata.

9 min di letturaZigu Digital
Confronto tra newsletter inviata a tutta la lista e automazioni attivate dal comportamento del cliente

Quando parliamo di email marketing con un'azienda, la domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: «quindi dovremmo mandare una newsletter?». È una domanda legittima, ma nasconde un equivoco: si dà per scontato che l'email marketing sia una cosa sola.

Non lo è. Ci sono due strumenti diversi, che rispondono a bisogni diversi e si misurano in modo diverso. La newsletter la decidi tu: scegli il contenuto, scegli il giorno, la invii a un gruppo di persone. L'automazione la decide il cliente: parte da sola quando qualcuno compie una determinata azione, anche mentre tu stai facendo altro.

In questa guida vediamo dove sta la differenza reale, in quali situazioni conviene una piuttosto che l'altra, e perché nella maggior parte dei casi la risposta corretta non è scegliere ma farle lavorare insieme.

Perché vengono confuse

Il motivo è semplice: dall'esterno sembrano identiche. In entrambi i casi arriva un'email, con un oggetto, un testo e un pulsante. Se ricevi due messaggi da uno store (uno che annuncia i saldi e uno che ti ricorda il carrello lasciato a metà), hai la stessa esperienza. Ma quei due messaggi nascono in modo completamente diverso.

Il primo è partito perché qualcuno ha deciso di inviarlo, quel giorno, a tutta la lista. Il secondo è partito perché tu hai fatto qualcosa: hai aggiunto un prodotto al carrello e non hai concluso. Nessuno ha premuto invio in quel momento.

La confusione ha un costo concreto: chi pensa che l'email marketing sia solo la newsletter finisce per non attivare mai le automazioni, cioè la parte che lavora anche quando l'azienda è chiusa. E chi imposta solo automazioni si ritrova con una lista che non sente mai parlare del brand se non nel momento dell'acquisto.

Cos'è una newsletter

Una newsletter è un invio che decidi tu. Scegli il contenuto, scegli quando mandarlo e scegli a chi: tutta la lista o un gruppo specifico. È comunicazione da uno a molti.

Serve a mantenere una presenza costante. Le persone che si sono iscritte hanno mostrato interesse una volta, ma senza qualcosa che riaccenda quel contatto se ne dimenticano. La newsletter è ciò che tiene il brand nella loro testa tra un acquisto e l'altro.

Cosa contiene tipicamente

Un negozio di abbigliamento che annuncia l'arrivo della collezione, uno studio professionale che spiega una novità normativa che riguarda i suoi clienti: sono newsletter. Il momento lo decide chi scrive.

Attenzione a una cosa. La newsletter non è un canale dove parlare solo di sconti. Se ogni email è una promozione, le persone imparano ad aprirla solo quando cercano un'offerta, e a ignorarla il resto dell'anno. Alternare contenuti utili e proposte commerciali cambia completamente il tasso di apertura nel tempo.

Cos'è un'automazione

Un'automazione è un'email (o una sequenza di email) che parte da sola quando una persona compie una certa azione. La imposti una volta e continua a funzionare senza che tu debba fare nulla.

Il meccanismo è sempre lo stesso: c'è un'azione che fa partire il flusso (il trigger) e una risposta che arriva dopo un intervallo definito. Qualcuno si iscrive alla lista, e riceve un'email di benvenuto. Qualcuno lascia il carrello, e dopo qualche ora riceve un promemoria. Qualcuno compra, e riceve un messaggio che accompagna l'ordine.

La differenza rispetto alla newsletter è che l'automazione parla a una persona alla volta, nel momento in cui quella persona è più ricettiva: non quando fa comodo a te, ma quando lei ha appena fatto qualcosa che dimostra interesse.

I trigger più usati sono l'iscrizione, il carrello abbandonato, l'acquisto, la visita a un prodotto senza acquisto, il periodo di inattività. Se vuoi vedere nel dettaglio quali flussi vale la pena impostare per primi, ne abbiamo parlato in le automazioni email indispensabili per un e-commerce.

Le differenze principali

Messe una accanto all'altra, le differenze diventano evidenti.

AspettoNewsletterAutomazioni
FrequenzaLa decidi tu: settimanale, mensile, stagionaleNessuna frequenza fissa: dipende dalle azioni delle persone
DestinatariMolte persone insieme, tutta la lista o un gruppoUna persona alla volta
ObiettivoRestare presente, comunicare, riportare trafficoAccompagnare un percorso e recuperare occasioni perse
AttivazioneManuale: la scrivi e la inviiAutomatica: parte da un'azione del cliente
RisultatiSi valutano sull'andamento nel tempoSi valutano sul singolo flusso, spesso più immediati

Un dato ricorrente: le automazioni tendono a generare più vendite per singola email inviata, perché arrivano a persone già in movimento. La newsletter genera meno per invio, ma raggiunge molte più persone e costruisce qualcosa che le automazioni da sole non costruiscono: la relazione con chi non è ancora pronto a comprare.

Quando conviene usare una newsletter

La newsletter è lo strumento giusto quando hai qualcosa da dire a molte persone contemporaneamente.

Vale anche per chi non ha un e-commerce: uno studio professionale o un'attività locale possono usare la newsletter per restare in contatto con i clienti già acquisiti, che sono la parte più redditizia della lista.

Quando conviene usare un'automazione

L'automazione è lo strumento giusto quando il momento conta più del contenuto.

È il punto in cui l'email marketing smette di essere un'attività da calendario e diventa un sistema che gira in autonomia. Ne parliamo in modo più ampio in come funziona l'email marketing.

Quale dovresti usare?

Parti dall'obiettivo, non dallo strumento.

01

Vuoi comunicare una promozione o una novità?

Riguarda tutti e ha una scadenza: il momento lo decidi tu.

Newsletter
02

Vuoi recuperare un carrello o accogliere un nuovo iscritto?

Dipende da cosa fa il singolo cliente: il momento lo decide lui.

Automazione
03

Vuoi fidelizzare e far tornare i clienti nel tempo?

Serve sia presenza costante sia messaggi al momento giusto.

Entrambe
Lo strumento cambia in base a chi decide il momento dell'invio
Non esiste uno strumento migliore: esiste quello adatto all'obiettivo che hai in quel momento.

Perché insieme funzionano meglio

Nella maggior parte dei casi la risposta corretta non è «una delle due», ma entrambe, con ruoli distinti.

Le automazioni coprono il percorso di acquisto: accolgono chi si iscrive, recuperano chi si ferma, accompagnano chi ha comprato. Lavorano sul breve periodo e su segnali precisi. Ma agiscono solo su chi si sta muovendo adesso.

La newsletter copre tutto il resto: le persone che sono nella lista ma in questo momento non stanno facendo nulla. Sono la maggioranza. Senza newsletter quella parte della lista resta silenziosa fino a quando qualcosa la rimette in movimento, e spesso quel qualcosa non arriva mai.

C'è anche un effetto incrociato: una newsletter che riporta traffico sul sito genera nuove visite ai prodotti, quindi nuovi carrelli, quindi nuovi trigger per le automazioni. I due strumenti si alimentano a vicenda.

Nell'ordine pratico: prima si impostano le automazioni di base, perché lavorano da sole e producono risultati misurabili in fretta. Poi si costruisce la newsletter, che richiede continuità e ha un ritorno più graduale.

Gli errori più comuni

Errore comune

Molte aziende rimandano le automazioni perché «prima bisogna far crescere la lista». È il ragionamento inverso: le automazioni funzionano anche con poche centinaia di iscritti, perché si attivano sul comportamento di ogni singola persona. Aspettare di avere una lista grande significa perdere per mesi le occasioni che stai già generando.

Come decidere, in pratica

La domanda da farsi non è «newsletter o automazione», ma chi deve decidere il momento dell'invio. Se il momento lo scegli tu, serve una newsletter. Se lo determina un'azione del cliente, serve un'automazione.

Per un e-commerce la combinazione è quasi sempre necessaria: le automazioni lavorano sulle occasioni di vendita, la newsletter mantiene attiva la lista. Se gestisci uno store e vuoi capire dove intervenire prima, la nostra pagina sulla gestione e-commerce spiega come affrontiamo questo lavoro; se il tema è invece l'email nel suo complesso, trovi tutto in email marketing.

Sei pronto a partire?
  • Ho una lista di contatti raccolta con il consenso
  • Ho definito cosa considero un risultato: ordini, richieste, ritorni
  • So quali azioni dei miei clienti posso usare come trigger
  • Ho contenuti da raccontare oltre alle promozioni
  • Posso mantenere una frequenza costante nel tempo
  • Ho un sito o uno store che regge il traffico che le email portano
  • Posso misurare cosa succede dopo il clic

Come leggerla. Se hai spuntato i punti 1, 3 e 7 puoi partire subito con le automazioni di base: sono i prerequisiti minimi. Se hai spuntato anche 4 e 5, hai le condizioni per aggiungere la newsletter con continuità. Il punto 6 è quello che si trascura più spesso: portare traffico su una pagina che non converte annulla il lavoro fatto a monte.

Domande frequenti

Newsletter e automazioni sono la stessa cosa?

No. La newsletter la decidi tu e la invii a un gruppo di persone in un momento che scegli. L’automazione parte da sola quando una persona compie una determinata azione. Cambia chi decide il momento dell’invio.

Devo scegliere una delle due o posso usarle insieme?

Nella maggior parte dei casi conviene usarle insieme: coprono bisogni diversi. Le automazioni accompagnano il singolo cliente nel suo percorso, la newsletter mantiene vivo il rapporto con tutta la lista.

Da quale delle due conviene partire?

Se hai già traffico e vendite, in genere si parte dalle automazioni di base: lavorano in autonomia e intercettano persone già interessate. La newsletter ha senso quando hai qualcosa da raccontare con una certa regolarità.

Ogni quanto va inviata una newsletter?

Non esiste una frequenza valida per tutti. Conta la costanza più del numero: meglio una volta al mese con contenuti utili che quattro invii improvvisati e poi mesi di silenzio.

Le automazioni vanno impostate una volta e basta?

Si impostano una volta, ma vanno riviste periodicamente. Cambiano prodotti, offerte e stagionalità: un’automazione scritta due anni fa può diventare incoerente con quello che vendi oggi.

Servono molti iscritti per iniziare?

No. Le automazioni funzionano anche con liste piccole, perché si attivano sul comportamento di ogni singola persona. La newsletter dà il meglio quando la lista cresce, ma non serve attendere numeri alti per iniziare.

Come capisco se stanno funzionando?

Guarda i risultati concreti, non solo le aperture: ordini, richieste di contatto, carrelli recuperati. Le automazioni si valutano sul singolo flusso, la newsletter sull’andamento nel tempo.