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Come leggere i dati di una campagna Google Ads: le metriche che contano davvero

Aprire il pannello di Google Ads e trovarsi davanti a venti numeri diversi è il modo più rapido per farsi un'idea sbagliata. Il problema non è la quantità di dati: è sapere quali guardare per primi.

10 min di letturaZigu Digital
Metriche Google Ads divise tra superficiali e decisive

Capita spesso: una campagna gira da qualche settimana, il pannello mostra migliaia di visualizzazioni e centinaia di clic, e la sensazione è che stia andando bene. Poi arriva la domanda vera: quanti clienti sono arrivati? E la risposta non è nei numeri che si stavano guardando.

Il pannello di Google Ads mostra decine di metriche, e non hanno tutte lo stesso peso. Alcune descrivono cosa sta succedendo, altre dicono se conviene continuare. Confonderle porta facilmente a leggere male l'andamento della campagna.

In questa guida vediamo quali metriche contano davvero, come interpretarle senza essere un tecnico, quali sono secondarie e quali errori di lettura portano a decisioni sbagliate.

Perché guardare solo i clic è un errore

I clic sono una delle metriche più immediate e, proprio per questo, è facile attribuirgli più significato di quello che hanno. Dicono quante persone hanno cliccato sull'annuncio, non quante avevano davvero bisogno di quello che offri.

Immagina uno studio dentistico che riceve trecento clic in un mese e nessuna prenotazione. Quei trecento clic sono costati, ma non hanno prodotto nulla. Al contrario, uno studio che riceve quaranta clic e sei richieste di appuntamento sta ottenendo un risultato concreto con molto meno traffico: quello che conta è quanto costa ciascuna di quelle richieste.

I clic dicono che l'annuncio ha generato una visita; da soli non dicono se quella visita abbia prodotto un risultato utile per l'azienda.

Impression: quante volte l'annuncio è stato mostrato

Nelle campagne sulla rete di ricerca, le impression indicano quante volte l'annuncio è stato mostrato nei risultati disponibili per le aste a cui ha partecipato. È spesso uno dei numeri più visibili nel pannello e può dare una forte sensazione di attività.

Quando sono un buon segnale

Le impression sono utili per capire se stai raggiungendo il pubblico che ti interessa. Per un'attività locale il loro numero va letto insieme a località, termini di ricerca e impostazioni geografiche: molte impression non sono un problema in sé, ma diventano poco utili se arrivano da ricerche o aree che l'attività non può servire.

Quando dicono poco da sole

Comparire non vuol dire essere notati. Un annuncio in fondo alla pagina viene conteggiato anche se nessuno lo legge. Da sole, quindi, le impression dicono poco sulla qualità del traffico o sui risultati ottenuti.

CTR: quante persone cliccano tra quelle che vedono

Il CTR è la percentuale di persone che cliccano rispetto a quelle a cui l'annuncio è stato mostrato. Se su cento visualizzazioni ottieni cinque clic, il CTR è del 5%.

Aiuta a capire quanto spesso l'annuncio ottiene un clic quando viene mostrato. Può dare indicazioni sulla capacità di annuncio e parole chiave di intercettare la ricerca, ma va letto insieme a posizione, tipo di query e contesto dell'asta.

Perché non esiste una percentuale perfetta

Sentirsi dire "un buon CTR è il 5%" non aiuta. Il valore normale cambia radicalmente in base al tipo di ricerca: una ricerca molto specifica come "idraulico pronto intervento notturno" può avere dinamiche di CTR molto diverse da una generica come "idraulico". Il confronto più utile parte dai tuoi dati, purché i periodi confrontati abbiano un mix di traffico abbastanza simile.

Se il CTR resta basso, una delle prime verifiche riguarda termini di ricerca, parole chiave e annunci: il dato può dipendere dal tipo di query intercettate, dal messaggio o dal contesto in cui l'annuncio compare.

CPC: quanto paghi ogni clic

Il costo per clic è quanto spendi ogni volta che qualcuno clicca. Viene spesso letto come un voto sulla campagna: costo basso uguale bravo, costo alto uguale male. È una lettura sbagliata.

Il CPC nasce dall'asta: incidono concorrenza e offerte, ma anche qualità dell'annuncio e della pagina, contesto della ricerca e posizione per cui l'annuncio compete. Nei settori in cui un cliente ha un valore elevato la concorrenza tende spesso a sostenere offerte più alte, ma il CPC effettivo resta determinato dalla singola asta.

Un costo per clic alto non è un problema se il valore di ciò che vendi lo giustifica. Uno studio professionale può pagare volentieri clic costosi se una richiesta su dieci diventa un incarico importante. Il contrario vale per prodotti a basso margine.

Una migliore qualità dell'annuncio e della pagina può contribuire a un Ad Rank migliore e, in molti casi, a CPC più efficienti. Ne abbiamo parlato in come funziona il punteggio di qualità.

Conversioni: il punto di partenza per misurare i risultati

Una conversione è l'azione che per te ha valore: una richiesta inviata dal modulo, una telefonata, una prenotazione, un acquisto. È la metrica che trasforma i dati in decisioni.

Il problema è che le conversioni vanno configurate. Se il tracciamento non è impostato, il pannello mostra zero anche quando i clienti stanno arrivando davvero. È la situazione più frustrante: si spegne una campagna che funzionava perché nessuno ne stava misurando i risultati.

Prima di trarre qualsiasi conclusione, la domanda è sempre la stessa: le conversioni sono tracciate correttamente?

Tasso di conversione: quanti visitatori diventano contatti

Nelle campagne Search indica, in modo semplificato, quante conversioni ottieni rispetto ai clic e alle interazioni con gli annunci. Se cento clic portano a tre richieste inviate, il tasso di conversione è del 3%.

Questa metrica dipende da due cose insieme: chi arriva e cosa trova. Se i clic arrivano ma nessuno converte, prima verifica nei termini di ricerca che sia traffico davvero pertinente; se lo è, la pagina di destinazione è una delle prime aree da verificare, insieme a offerta, esperienza e tracciamento. Per questo la pagina di destinazione va valutata insieme alla qualità del traffico e all'annuncio che lo ha generato.

Quale metrica guardare per prima

Un ordine utile di lettura è partire dal risultato e poi cercare le cause.

  1. 1
    Ci sono conversioni?

    Se no: verifica prima che il tracciamento sia configurato. Senza un tracciamento affidabile non puoi valutare correttamente il risultato della campagna.

  2. 2
    Il costo per conversione è sostenibile?

    Confrontalo con il valore reale di quelle conversioni. Se è compatibile, il segnale è positivo; restano da verificare qualità, volume e sostenibilità quando la spesa cresce.

  3. 3
    Arrivano clic ma non conversioni?

    Controlla i termini di ricerca: se il traffico è pertinente, la pagina di destinazione è una delle prime aree da verificare insieme a offerta, esperienza e tracciamento.

  4. 4
    Poche impression o pochi clic?

    Guarda parole chiave, budget e quota impression per capire se stai perdendo domanda disponibile oppure se il volume di ricerca è semplicemente limitato.

  5. 5
    Poi usa CTR e CPC per la diagnosi

    Aiutano a capire cosa succede a monte delle conversioni, ma non bastano da soli per giudicare il risultato economico.

Questo ordine aiuta a evitare interventi prematuri sulla campagna quando il problema potrebbe trovarsi nel tracciamento, nel traffico, nell'offerta o nella pagina.

CPA: quanto ti costa ottenere una conversione

Il costo per conversione, spesso indicato in Google Ads come CPA, è la spesa divisa per il numero di conversioni. Attenzione: una conversione è un contatto o un ordine, non necessariamente un cliente acquisito. Se hai speso una certa somma e ottenuto dieci richieste, il costo per richiesta è quella somma divisa dieci.

È una delle metriche più utili per decidere, ma va letta per quello che misura. Se paghi 40 euro per un lead e uno su quattro diventa cliente, il costo pubblicitario per cliente è circa 160 euro, prima di considerare gli altri costi commerciali: solo a quel punto puoi confrontarlo con margine e valore economico del cliente. In un e-commerce, dove la conversione è l'ordine, il costo per conversione è invece direttamente il costo pubblicitario per ordine.

Errore comune

Il confronto economico dipende da cosa stai misurando. In un e-commerce il costo per ordine va letto insieme a margine, valore dell'ordine e riacquisto. Nel lead generation il costo per lead va prima collegato al tasso di chiusura: solo così ottieni un costo pubblicitario per cliente confrontabile con il suo valore.

Quota impression: quanto spazio stai occupando

La quota impression confronta le impression ottenute con il numero stimato di impression per cui l'annuncio era idoneo. Una quota bassa indica che esiste ulteriore inventario idoneo non coperto; non significa automaticamente che valga la pena comprarlo.

Se è bassa, le colonne relative alla quota persa per budget e per ranking aiutano a capire perché: nel primo caso il budget non copre tutte le ricerche disponibili, nel secondo l'annuncio non è competitivo nell'asta. Ha senso valutarla insieme a costo per conversione, ROAS e possibilità di aumentare il budget.

Termini di ricerca: cosa le persone hanno digitato davvero

È uno dei report più utili da controllare con regolarità. Mostra le ricerche reali che hanno attivato i tuoi annunci, che spesso non coincidono con le parole chiave impostate.

Un negozio di arredamento che punta su "divani in tessuto" può scoprire di comparire su "come lavare divani in tessuto": ricerche di persone che vogliono pulire il proprio divano, non comprarne uno. Se quelle ricerche non hanno valore commerciale, puoi usarle per affinare le parole chiave negative e ridurre traffico non pertinente.

Punteggio di qualità, spiegato semplice

Il Punteggio di qualità che vedi nell'account è un indicatore diagnostico da 1 a 10, disponibile a livello di parola chiave: serve a confrontare CTR previsto, pertinenza dell'annuncio ed esperienza sulla pagina di destinazione con quelle di altri inserzionisti.

Non entra direttamente nell'asta. Quando una ricerca attiva un'asta, Google valuta la qualità in quel momento insieme a offerta, soglie di ranking, concorrenza, contesto della ricerca e impatto previsto degli asset: sono questi fattori a contribuire all'Ad Rank, e quindi a visibilità e costo. Come si legge e come si migliora lo spieghiamo in come funziona il punteggio di qualità.

ROAS: quando serve e quando no

Il ritorno sulla spesa pubblicitaria confronta il valore generato con quanto è stato speso. Ha senso quando ogni conversione ha un valore economico noto e misurabile: tipicamente un e-commerce, dove ogni ordine ha un importo.

Nel lead generation il ROAS ha senso solo se riesci a riportare a Google Ads il valore economico delle conversioni a valle, per esempio collegando lead, opportunità e vendite dal CRM. Se ti fermi alla semplice richiesta di contatto, il costo per lead e soprattutto la qualità dei lead sono normalmente più utili.

Se Google Ads registra soltanto l'invio del modulo, la qualità del lead resta fuori dal pannello; collegando CRM e conversioni offline puoi invece riportare anche gli esiti successivi.

Ogni metrica, in una tabella

MetricaCosa misuraQuando preoccuparsi
ImpressionQuante volte l'annuncio è comparsoSono altissime ma i clic sono pochissimi
ClicQuante persone hanno cliccatoCrescono ma le conversioni restano ferme
CTRQuanto spesso l'annuncio riceve un clic quando viene mostratoPeggiora nel tempo rispetto ai tuoi dati
CPCQuanto paghi ogni clicSale senza che migliori nulla a valle
ConversioniAzioni configurate come conversioneSono zero con traffico significativo
Tasso di conversioneQuota di interazioni che porta a una conversioneMolto basso a fronte di clic pertinenti
CPACosto per conversione ottenutaNon è sostenibile rispetto al valore reale della conversione
Quota impressionSpazio occupato sulle ricercheBassa mentre i risultati sono buoni

Cosa guardare, in base alla tua attività

Attività locali

Contano le chiamate e le richieste di intervento, non il volume di traffico. Un idraulico deve guardare quante persone lo contattano e da quali zone: se molte richieste arrivano da aree non servite, vanno controllate impostazioni geografiche, opzioni di località e termini di ricerca.

Professionisti

Per un professionista il numero di richieste va letto insieme alla loro qualità e al tasso con cui diventano clienti. Vale la pena annotare quali contatti diventano clienti e ricondurli alle ricerche che li hanno generati.

E-commerce

Negli e-commerce ROAS, valore degli ordini e costo per acquisto sono spesso centrali, ma vanno letti insieme al margine e al tasso di conversione delle schede prodotto. Il traffico serve, ma solo se il sito riesce a convertirlo.

Gli errori più comuni nell'interpretare i dati

Molte campagne giudicate fallimentari hanno in realtà un problema di lettura dei dati. Ne abbiamo raccolti dieci in perché Google Ads non funziona.

Stai leggendo i dati nel modo giusto?
  • Ho verificato che le conversioni siano tracciate correttamente
  • So quanto vale per me un contatto o un cliente
  • Guardo il costo per conversione, non solo il costo per clic
  • Confronto i miei dati nel tempo, non con medie di settore
  • Controllo periodicamente i termini di ricerca reali
  • Valuto su periodi con abbastanza conversioni
  • Distinguo i problemi di campagna da quelli della pagina
  • Quando voglio isolare un effetto, evito di cambiare troppe variabili insieme

Come leggerla. Le prime voci sono prerequisiti per una lettura economica affidabile: serve un tracciamento corretto e bisogna capire quanto valgono, almeno in ordine di grandezza, le conversioni che stai misurando. Le altre aiutano a capire se stai usando i dati per prendere decisioni invece di limitarti a osservare il pannello. Se il primo punto non è spuntato, è da lì che si comincia.

In conclusione

Per leggere bene Google Ads non serve partire da tutte le colonne disponibili. Conviene prima capire quale risultato stai misurando e quanto costa, poi usare le altre metriche per cercare le possibili cause.

Metriche come CTR, CPC e impression restano utili soprattutto come indicatori diagnostici. Servono a spiegare perché il costo per conversione è quello che è, non a decidere se la campagna merita di continuare. La decisione finale richiede di collegare il costo delle conversioni al loro valore reale: nel lead generation significa sapere quanti contatti diventano clienti, nell'e-commerce leggere costo per ordine e ROAS insieme a margini e riacquisto.

Domande frequenti

Qual è la metrica più importante di Google Ads?

Dipende dall’obiettivo. Per una campagna di lead generation il costo per lead è spesso il primo dato economico da leggere; per un e-commerce possono essere più utili costo per acquisto e ROAS. In entrambi i casi il dato va collegato al valore reale generato.

Un CTR basso significa che la campagna non funziona?

Non necessariamente. Un CTR basso indica che l’annuncio attira poco rispetto a quanto viene mostrato, ma se chi clicca converte bene la campagna può essere comunque profittevole. Va letto insieme alle conversioni.

Perché il mio CPC è più alto di quello di altri settori?

Il costo per clic nasce dall'asta: incidono concorrenza e offerte, ma anche qualità dell'annuncio e della pagina e contesto della ricerca. Nei settori con valore per cliente elevato la pressione competitiva può sostenere CPC più alti, ma il costo effettivo dipende dalla singola asta.

Cosa significa una quota impression bassa?

Significa che i tuoi annunci hanno ottenuto solo una parte delle impression per cui erano idonei. Le colonne relative alla quota persa per budget e per ranking aiutano a capire se manca budget o se l'annuncio non è competitivo nell'asta.

Devo guardare il ROAS anche se non vendo online?

Non necessariamente. Se misuri solo l'invio del modulo, il ROAS non ha ancora un valore economico affidabile. Se invece importi vendite o valori dal CRM, puoi usarlo anche nel lead generation.

Dopo quanti giorni i dati sono affidabili?

Non esiste un numero di giorni valido per tutte le campagne. Serve abbastanza volume per leggere il dato con un minimo di stabilità, considerando anche il ritardo con cui alcune conversioni vengono registrate.

Perché vedo clic ma nessuna conversione registrata?

Prima verifica che il tracciamento delle conversioni sia configurato correttamente. Se il tracciamento funziona ma le conversioni restano basse, controlla nei termini di ricerca se il traffico è davvero pertinente; solo dopo ha senso valutare la pagina di destinazione.