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Google Ads

Come scegliere le parole chiave per Google Ads (senza sprecare budget)

Le parole chiave decidono per quali ricerche il tuo annuncio può entrare in gioco. Sceglierle male non significa "avere meno visite": significa pagare clic da persone poco interessate a quello che vendi.

9 min di lettura
Confronto tra la ricerca di un utente su Google e la parola chiave impostata nella campagna

Quando qualcuno cerca su Google, scrive una frase. Quando crei una campagna Search basata sulle parole chiave, imposti gli argomenti per cui vuoi comparire. Il sistema mette in relazione le due cose per stabilire se il tuo annuncio è idoneo a entrare nell'asta.

Detta così sembra semplice, ed è proprio qui che nascono i problemi: molte campagne partono con parole chiave troppo ampie, attirano ricerche che non c'entrano nulla con l'attività e bruciano budget prima ancora di aver capito cosa funziona.

In questa guida vediamo cosa sono davvero le parole chiave, come Google decide quando mostrare un annuncio, la differenza tra parole generiche e specifiche, e come evitare i clic inutili con le parole chiave negative. Senza tecnicismi: solo quello che serve per non buttare via soldi.

Cos'è una parola chiave (e cosa non è)

Una parola chiave è l'argomento per cui vuoi che il tuo annuncio compaia. Non è la frase esatta digitata dall'utente, ed è una distinzione che cambia tutto.

Se imposti la parola chiave riparazione caldaie, il tuo annuncio potrà comparire anche per ricerche come "riparare caldaia", "tecnico caldaie", "caldaia non si accende". Quanto Google possa allargarsi dipende dal tipo di corrispondenza che scegli: ci arriviamo tra poco.

La conseguenza pratica: tu non controlli le parole che le persone scrivono. Controlli l'area entro cui il sistema può muoversi. Ed è quell'area che va delimitata bene.

Come Google collega una ricerca al tuo annuncio

Ogni volta che qualcuno cerca qualcosa, il sistema verifica quali inserzionisti hanno parole chiave compatibili con quella ricerca. Quando una parola chiave rende il tuo annuncio idoneo per quella ricerca, l'annuncio può entrare nell'asta di cui parliamo in come funziona Google Ads.

Questo significa che le parole chiave sono il primo filtro: se sono sbagliate, tutto il resto (annuncio, offerta, pagina di destinazione) non serve a niente, perché stai partecipando alle aste sbagliate.

Come Google decide se mostrare il tuo annuncio

Il percorso che porta da una ricerca digitata al tuo annuncio in pagina.

1Una persona cerca su GoogleDigita una frase, ad esempio "idraulico urgente roma".
2Il sistema confronta la ricerca con le tue parole chiaveVerifica se quella ricerca rientra nell'area che hai definito.
3La ricerca è pertinente?È qui che si decide se può entrare in gioco.
Sì

Il tuo annuncio entra in asta e può essere mostrato. Se vince, la persona lo vede e può cliccare.

No

L'annuncio non viene mostrato. Non paghi nulla, ma quella persona non ti ha visto.

Le parole chiave decidono a quali aste partecipi, e da quelle aste dipende quanto costa un clic.

Generiche o specifiche: la differenza che conta

È la scelta che incide di più sul budget. Prendiamo un negozio che vende articoli sportivi.

La parola chiave scarpe intercetta chiunque: chi cerca scarpe eleganti, chi cerca scarpe da bambino, chi cerca come pulire le scarpe, chi cerca lavoro in un negozio di scarpe. Molti clic, quasi tutti inutili.

La parola chiave scarpe da running uomo intercetta molte meno persone, ma persone che sanno cosa vogliono. Costa di più per clic? Spesso sì. Ma un clic più caro può avere senso se porta traffico più pertinente e contatti più utili.

Lo stesso vale per i servizi: avvocato è molto generica e può attirare ricerche con esigenze diverse, avvocato separazioni milano descrive una persona con un problema preciso e un'urgenza reale.

Errore comune

Molte aziende pensano che inserire tantissime parole chiave sia sempre la scelta migliore. In realtà le parole chiave troppo generiche attirano persone poco interessate, aumentano i clic inutili e fanno spendere budget senza portare risultati. Meglio dieci parole chiave precise che duecento vaghe.

I tre livelli di corrispondenza, spiegati semplice

Quando imposti una parola chiave decidi anche quanto Google può allontanarsi da quello che hai scritto. Ci sono tre livelli.

Corrispondenza generica

La più ampia. Il sistema mostra il tuo annuncio anche per ricerche correlate, non solo per le parole esatte. Con la parola chiave scarpe da running l'annuncio potrebbe comparire anche per "scarpe per correre", "sneakers sportive" o "abbigliamento running".

Può servire, per esempio, quando vuoi esplorare e capire cosa cercano davvero le persone. Ha però il raggio più ampio: se non viene gestita e misurata correttamente, può disperdere budget su ricerche meno utili.

Corrispondenza a frase

Via di mezzo. L'annuncio compare quando la ricerca contiene il significato della tua parola chiave, anche con parole aggiunte prima o dopo. Con "scarpe da running" puoi comparire per "scarpe da running economiche" o "migliori scarpe da running", ma non per "abbigliamento sportivo".

Corrispondenza esatta

La più stretta. L'annuncio compare solo per quella ricerca o per varianti molto vicine di significato. Massimo controllo, meno volume.

Non esiste un livello "migliore": la scelta dipende dagli obiettivi, dal livello di controllo che ti serve e dalla strategia della campagna, e va poi valutata sui dati reali. Il punto è che una corrispondenza ampia senza presidio è una spesa che non controlli.

Le parole chiave negative: metà del lavoro

Le parole chiave negative servono a dire al sistema quando NON mostrare il tuo annuncio. Sono lo strumento più sottovalutato e quello che protegge di più il budget.

Un esempio concreto. Uno studio dentistico attiva la parola chiave impianto dentale. Senza negative, l'annuncio può comparire per:

Ognuna di queste ricerche può generare un clic pagato. Aggiungendo gratis, corso, turchia, come si fa come parole chiave negative, quelle formulazioni vengono escluse. La lista però va ampliata man mano che emergono nuove varianti indesiderate.

Le negative più frequenti riguardano quasi sempre le stesse categorie: gratis, fai da te, corso, lavoro/stipendio, usato, e i nomi di servizi che non offri.

Esempi a confronto

Parola chiavePrecisioneClienti interessatiCommento
scarpeMolto bassaBassaIntercetta ogni tipo di ricerca, anche informativa
scarpe da running uomoAltaAltaProdotto e destinatario sono chiari
dentistaBassaMediaManca la zona e il tipo di prestazione
dentista bambini roma nordMolto altaMolto altaServizio, destinatario e area geografica definiti
idraulicoBassaMediaNon distingue urgenza da preventivo
idraulico urgente notturnoMolto altaMolto altaEsprime un bisogno immediato
come riparare rubinettoAltaMolto bassaIntenzione informativa: cerca di farlo da solo

L'ultima riga è la più istruttiva: una parola chiave può essere precisissima e comunque sbagliata, se l'intenzione dietro la ricerca non è comprare.

Come trovare le parole chiave giuste

Non serve un metodo complicato. Serve rispondere a quattro domande, in quest'ordine.

Se lavori su una zona precisa, alle parole chiave si somma la geolocalizzazione: ne parliamo in Google Ads per attività locali. E se stai ancora scegliendo il tipo di campagna, la scelta incide anche sulle parole chiave: le trovi spiegate nei tipi di campagne Google Ads.

Parole chiave e budget: il legame diretto

Ogni parola chiave attiva ha bisogno di dati per essere valutata. Se ne inserisci sessanta con un budget ridotto, nessuna di esse riceverà abbastanza clic per dirti qualcosa di utile: avrai speso tutto e non saprai cosa ha funzionato.

È lo stesso principio che spieghiamo in quanto budget serve per iniziare: meglio concentrare la spesa su poche parole chiave sensate e ampliare dopo, quando i numeri iniziano a parlare.

Prima di pubblicare una campagna
  • Ho elencato i servizi o prodotti che voglio davvero promuovere, non tutto il catalogo.
  • Ho scritto le parole chiave usando il linguaggio del cliente, non il mio linguaggio interno.
  • Ho eliminato le parole chiave troppo generiche che attirerebbero curiosi.
  • Ho preparato una prima lista di parole chiave negative (gratis, corso, fai da te, lavoro...).
  • Ogni gruppo di parole chiave porta a una pagina che risponde davvero a quella ricerca.
  • So come verificare quali ricerche hanno attivato i miei annunci.

Come leggerla. Se hai spuntato tutte le caselle, la campagna può partire con una base solida. Se ti mancano le ultime due (pagina coerente e verifica delle ricerche), conviene sistemarle prima: sono i due punti in cui si perde più budget nelle prime settimane.

Cosa fare dopo la partenza

Le parole chiave che imposti all'inizio sono un'ipotesi. La realtà arriva dopo, quando puoi vedere quali ricerche hanno attivato i tuoi annunci: sono quelle che Google rende disponibili nel report, non necessariamente ogni singola query.

È normale scoprire che una parola chiave attirava ricerche impreviste, o che una che consideravi marginale è quella che porta più contatti. Da lì si aggiungono negative, si tolgono parole chiave inutili e si rafforzano quelle che funzionano. Non è un lavoro che finisce: è il lavoro.

Domande frequenti

Quante parole chiave servono per una campagna?

Non esiste un numero giusto. Meglio poche parole chiave davvero pertinenti che centinaia generiche: ogni parola chiave dovrebbe corrispondere a un’intenzione precisa che sai di poter soddisfare.

Devo usare le stesse parole chiave dei concorrenti?

Non necessariamente. I concorrenti possono avere obiettivi, margini e servizi diversi dai tuoi. Osservarli è utile per capire il contesto, ma la scelta va fatta partendo da ciò che vendi davvero.

Le parole chiave con più ricerche sono le migliori?

Quasi mai. Un volume alto significa spesso concorrenza alta e intenzione generica. Le parole chiave meno cercate ma più specifiche portano in genere contatti più qualificati.

Cosa succede se non uso le parole chiave negative?

Rischi di pagare clic da ricerche che non c’entrano con la tua offerta: chi cerca informazioni gratuite, corsi, lavoro o prodotti che non vendi. È uno degli sprechi più comuni.

Posso cambiare le parole chiave dopo aver avviato la campagna?

Sì, ed è normale farlo. Dopo l’avvio puoi scoprire quali ricerche attivano davvero gli annunci: da lì si aggiungono negative e si affinano le parole chiave.

La parola chiave deve comparire anche nell’annuncio?

È buona norma. Se una persona cerca “riparazione caldaia” e trova un annuncio che parla proprio di quello, la pertinenza percepita aumenta, e con essa la probabilità che clicchi e prosegua.

Serve una pagina diversa per ogni gruppo di parole chiave?

Non sempre, ma è la direzione giusta. Se le parole chiave riguardano servizi diversi, portarle tutte sulla stessa pagina generica riduce la probabilità che la persona trovi ciò che cercava.